L’altro giorno, in metrò, mentre ero sulla banchina ad aspettare il treno, non ho potuto fare a meno di notare che la canzone che trasmettevano non mi era nuova. Non ricordavo esattamente dove e quando l’avevo già sentita… Poi, improvvisamente, mi sono accorta che era lo stesso brano che, qualche mese fa, mi aveva colpita mentre guardavo in tv l’epilogo di una puntata di Cold case, un serial poliziesco che non ho il tempo di seguire con costanza ma che apprezzo molto. Allora ho cercato su YouTube e ho scovato esattamente quel frammento di telefilm, montato sulle note di How to save a life della band americana The Fray.
Eccolo:
Leggendo il testo della canzone e cercando altre informazioni, ho scoperto che il contenuto è ispirato a un’esperienza realmente vissuta dall’autore, che ha lavorato come educatore in un centro di recupero per ragazzi difficili. I versi della canzone descrivono il tentativo di un adulto di dare conforto a un adolescente disagiato, di indicargli la strada giusta anche sapendogli dire NO, nella consapevolezza che non esistono formule magiche per affrontare situazioni che coinvolgono dinamiche psicologiche così delicate.
Per me è stato inevitabile pensare al mio lavoro di insegnante, in particolare a una difficile decisione che ho preso in giugno, quando mi sono trovata di fronte a un bivio: fermare o promuovere un ragazzino di 13 anni intelligente ma poco strutturato, molto disimpegnato, violento verso gli altri e poco consapevole della gravità dei suoi comportamenti? Tuttavia, la storia personale di questo ragazzino è davvero tragica e commovente. Per questo non è stato facile per me fare una scelta. Alla fine ho deciso di perorare la causa della bocciatura e molti miei colleghi mi hanno seguita… Pertanto, è stato fermato. Tuttavia, per il prossimo anno mi sono proposta personalmente come tutor di questo ragazzo (che non sarà più in una della classi in cui insegno io), per affiancarlo nel suo percorso di maturazione senza abbandonarlo al suo destino.
Dedico questa canzone proprio a lui e a tutti i ragazzi come lui; ma la dedico anche agli adulti (insegnanti, educatori, ecc.) che devono compiere scelte difficili senza dimenticare la dimensione umana del loro compito ma anche senza farsi intenerire eccessivamente dalla compassione: l’indulgenza genera autoindulgenza e, a lungo andare, può essere molto diseducativa, perché impedisce la formazione di un io etico…
COME SALVARE UNA VITA?
Step one you say we need to talk
He walks you say sit down it’s just a talk
He smiles politely back at you
You stare politely right on through
Some sort of window to your right
As he goes left and you stay right
Between the lines of fear and blame
You begin to wonder why you came
CHORUS:
Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life
Let him know that you know best
Cause after all you do know best
Try to slip past his defense
Without granting innocence
Lay down a list of what is wrong
The things you’ve told him all along
And pray to God he hears you
And pray to God he hears you
CHORUS …
As he begins to raise his voice
You lower yours and grant him one last choice
Drive until you lose the road
Or break with the ones you’ve followed
He will do one of two things
He will admit to everything
Or he’ll say he’s just not the same
And you’ll begin to wonder why you came
CHORUS …








