
Nuove albe
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Verrà un giorno?
“Questo matrimonio non s’ha da fare”, intimavano i Bravi… Sono passati secoli. Eppure, in Lombardia, la storia, le storie sembrano ripetersi: noi 406 idonei Dirigenti Scolastici, “I Promessi Presidi”, proviamo le stesse sensazioni di impotenza che affliggono i protagonisti del romanzo manzoniano, tenuti sotto scacco da un sistema soverchiante. Non abbiamo “Innominati” che ci proteggano: ne siamo fieri, anche se la nostra è una strada in salita. Siamo tanti, in proporzione al numero delle scuole lombarde: un terzo del totale. Un numero di potenziali leader innovativi in grado di fare la differenza, di innescare un circolo virtuoso di trasformazione e sviluppo. Pur nel dolore e nell’amarezza con cui abbiamo vissuto gli ultimi mesi, sospesi in un limbo tra la sentenza del TAR Lombardia e quella del Consiglio di Stato prevista per fine novembre, non abbiamo mai voluto alzare la voce. Il decoro con cui abbiamo agito e comunicato è un modo di essere radicato in noi; non un abito da indossare o meno in base alla convenienza. I nostri curricula parlano chiaro: molti di noi hanno esperienze nazionali ed europee in svariati campi della cultura e dell’insegnamento; diversi di noi hanno il dottorato e varie esperienze nell’ambito della ricerca e della docenza universitaria; c’è chi ha esperienza solida nel campo della formazione, è autore di numerose pubblicazioni note alla comunità scientifica italiana e internazionale, collabora con prestigiose istituzioni, ha una mentalità cosmopolita. Molti di noi sono giovani e il 10% non arriva ai quarant’anni, a dimostrazione del fatto che, di fronte all’alternativa tra essere “cervelli in fuga” verso orizzonti di carriera all’estero e restare in Italia a lottare per migliorare il nostro Paese, noi abbiamo scelto la seconda strada. Noi crediamo nel nostro Paese e, nonostante lo scenario non certo sereno, nutriamo fiducia nelle istituzioni. Non siamo soltanto i vincitori di un concorso che rischia di essere ingiustamente annullato; siamo persone che alla forma uniscono la sostanza e che hanno un valore aggiunto da mettere al servizio della scuola intesa come luogo fisico e simbolico in cui coltivare l’intelligenza cognitiva, emozionale e sociale dei cittadini di domani: consapevoli, responsabili, liberi.
Oggi uno di noi è mancato. Non vedrà mai l’esito della vicenda. Continueremo a resistere anche per lui. E ci sentiremo ancora in 406. Sempre.

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Appello Scuola
LA SCUOLA NON PUO’ ASPETTARE
APPELLO pubblico a sostegno
della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro paese
In Lombardia le istituzioni scolastiche sono 1.227; in questi giorni 575 di esse iniziano l’anno
scolastico senza un dirigente titolare.
Il concorso bandito dal Ministro dell’Istruzione per il reclutamento dei dirigenti scolastici ha
concluso il suo iter: una prova preselettiva, due scritti e un orale hanno selezionato 406 idonei. Il
TAR di Milano lo ha bloccato per presunti vizi procedurali attribuibili all’amministrazione stessa,
non certo ai partecipanti.
Il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione sul merito a novembre; non sono stati perciò
possibili l’immissione in ruolo dei neodirigenti e un regolare avvio dell’anno scolastico.
Le conseguenze:
1. La scuola lombarda. La scuola non può aspettare i tempi inevitabilmente lunghi di
una nuova tornata concorsuale, che risulterebbe abnorme nei numeri perché solo la
Lombardia in Italia offre ormai posti dirigenziali, appetibili a candidati di tutte le
regioni. Non sono inoltre una risposta adeguata né gli incarichi di reggenza a presidi
“part-time”, né il trasferimento di dirigenti da altre regioni.
2. Il merito. Il capitale umano di 406 persone formate e valutate idonee è un potenziale
straordinario di energie nuove che ha guadagnato sul campo, con merito, il titolo.
L’annullamento del presente concorso rappresenterebbe una plateale sconfitta di
tutto il sistema e della legalità stessa che, cercando giustizia, colpisce
paradossalmente chi ha agito con correttezza ed onestà.
3. La civiltà del nostro Paese. Uno Stato che rincorra esclusivamente la correttezza
formale e procedurale a scapito dell’efficienza e dell’efficacia del servizio reso ai
cittadini, rischia di non garantire un sistema scolastico di qualità e di non esprimere
un grado di civiltà accettabile per un paese moderno.
Chiediamo pertanto:
1. Che l’amministrazione scolastica si adopri per sostenere avanti al Consiglio di Stato la
necessità giuridica e l’opportunità pratica di riformare la decisione del TAR: il concorso
appena concluso deve essere restituito alla sua piena legittimità.
2. Che le forze politiche e sindacali, il mondo della cultura, le istituzioni locali, la società civile
sostengano con decisione questa proposta, perché l’interesse collettivo a che il servizio
scolastico sia in breve tempo rimesso in piena funzione è legato inevitabilmente all’esito
positivo di questo concorso.
3. Che i vincitori del concorso vengano immessi in ruolo il prima possibile, così che
studenti, famiglie e insegnanti di ogni scuola possano avere il dirigente scolastico di cui
hanno pieno diritto.
Pubblicato in varie ed eventuali
Molto forte incredibilmente vicino
Non fidatevi delle recensioni non sempre positive: Molto forte incredibilmente vicino (tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer) è un film di straordinaria bellezza e intensità. Certo, i complessi intrecci che si ingarbugliano nel romanzo (peraltro non sempre di facile lettura proprio per questo intellettualismo un po’ programmatico di certe parti…) sono stati semplificati, valorizzando maggiormente l’intreccio principale. Ma questa scelta registica è funzionale al linguaggio del cinema. E secondo me è una scelta vincente: la versione moderna di un giovane Perceval e della sua Quest del Santo Graal…
Un grande, incredibilmente grande film che non dimenticherò, anche perché l’ho visto in uno dei giorni più importanti della mia vita.
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A proposito di cooperative-learning…
…ecco a voi quello che hanno fatto i Monelli Digitali cooperando tra di loro:
Pubblicato in Motivazione & Didattica, Musica - Sport - Cinema - Letteratura | Etichette: cooperative learning, Monelli Digitali
Ristrutturare la conoscenza
It’s the change underlying these tools that I’m trying to emphasize. Forget blogs…think open dialogue. Forget wikis…think collaboration. Forget podcasts…think democracy of voice. Forget RSS/aggregation…think personal networks. Forget any of the tools…and think instead of the fundamental restructuring of how knowledge is created, disseminated, shared, and validated.
(George Siemens, University of Manitoba,
http://www.connectivism.ca/?p=89
)
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Le goût de la mer…
Créer le navire ce n’est point tisser les toiles, forger les clous, lire les astres, mais bien donner le goût de la mer…
Antoine de Saint Exupéry

Pubblicato in Pensieri in libertà
Senza parole………………….
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After all this time? Always.
Il grande enigmista
Pochi giorni fa ho visto Adjustment Bureau (in italiano, I guardiani del destino). Sarà che sono andata al cinema senza grandi pretese, il film non mi è dispiaciuto. Certo, non è un capolavoro né un campione di originalità (d’altronde, dopo Matrix o Truman Show, ogni discorso cinematografico sulla dialettica tra destino e libero arbitrio non è una novità…); però è una pellicola piuttosto coinvolgente e, a modo suo, dotata di ritmo e icasticità. Peccato per il finale, prevedibile e molto didascalico (così come altre allusioni fin troppo esplicite nel corso della pellicola). Comunque, l’alchimia tra i protagonisti è palpabile e da un certo punto in poi non si può fare a meno di fare il tifo per loro. Forse il film, liberamente ispirato a un racconto di Philip Dick, avrebbe acquisito maggior spessore se Dio, anziché come un “padre-padrone”, anziché come un demiurgo che gioca con gli esseri umani come fossero burattini (salvo poi accordare loro la libertà, dopo averne messo a dura prova la tempra), fosse stato rappresentanto come un… “grande enigmista”, disseminando l’esperienza umana di indizi da decifrare e di filigrane da leggere tra le righe e interpretare, senza ridurla a una specie di lotta tra “Giacobbe e l’Angelo” in chiave fantascientifica… Ne sarebbe uscita meglio l’intelligenza dell’essere umano, e non soltanto la sua volontà e la sua ostinazione (pur mossa da valori nobili come l’amore). Comunque, nel complesso un film riuscito e avvincente.
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…che la strada sia lunga, fertile in avventure ed esperienze…
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Eros e Thanatos
Guardate l’ultima produzione corale dei Monelli Digitali: l’interpretazione visiva del passo de La Gerusalemme liberata in cui viene narrata la morte di Clorinda per mano dell’ignaro Tancredi. Poteva essere amore, invece è stata morte… argomento non facile da far metabolizzare a una schiera di dodicenni/tredicenni… E invece così hanno potuto entrare maggiormente nello spirito con cui Torquato Tasso narra l’ironia della sorte che pervade la tragedia.
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Orlando… 2.0
Guardate che cosa hanno prodotto i miei Monelli Digitali per spiegare in maniera originale il poema di Ariosto!
Cliccando su questo link potete leggere la
Recensione dei Monelli Digitali da parte di Innovascuola
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