Ieri ero perplessa sulla questione “crocifisso sì, crocifisso no”. In effetti (mi dicevo, pur a malincuore) siamo in una società multietnica e la scuola di stato è laica… Poi, stamattina, ho visto sul Corriere della Sera la vignetta di Giannelli, che mi ha fatto riflettere… Dopotutto, Gesù in croce non è un mero simbolo cattolico, ma un personaggio storico emblema di amore gratuito, umiltà e pace. Se si perde anche il simbolo dei valori fondanti di una civiltà già in decadenza come la nostra, si rischia il tracollo completo. Non è una questione di essere cristiani o islamici o atei: non è annientando le radici culturali della propria civiltà che si dimostra la maturità per accogliere e integrare le altre. Semmai, si dà prova di qualunquismo demagogico, superficialità e mancanza di consapevolezza. Insomma: “si taglia il nodo gordiano” anziché tentare – umilmente e pazientemente – di scioglierlo…

La vignetta di Giannelli dal Corriere della Sera di mercoledì 4 novembre 2009
La vignetta è un capolavoro. Mi ha proprio divertito! Poi il crocefisso non è un simbolo cattolico, ma cristiano; è la mano tesa di un Dio sofferente che prova ad accoglierci accostandosi pazientemente ( e qui valga come patire) alle nostre sofferenze. Non può essere aggressivo un Dio che muore, solo può chiamarci senza costringerci a rispondere.
Da: Matteo Monta su 4 Novembre 2009
alle 7:37 PM
Bel commento, concordo! Ma non trovo il link alla vignetta, puoi ripostarlo? Vorrei scrivere qualcosa anch’io ma ultimamente sono così poco comunicativa…
Da: Paola the True Lady su 8 Novembre 2009
alle 11:06 AM
Paoluzza, il link alla vignetta è questo:
http://images.corriere.it/Media/Foto/2009/11/04/giann400-550.gif
Ma tu non riesci a vedere la vignetta come immagine in questo mio articolo? Io la vedo senza problemi… Cmq l’ho inserita anche in Facebook.
Da: giaele su 8 Novembre 2009
alle 11:18 AM